Lettera della Presidenza della Repubblica

a Diego Pascale (Testo fedele all'originale)

Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica                                             Roma, 19 Aprile 2008

Egregio Signor Pascale,

rispondo alla sua lettera sul tema dei costi della politica in generale e di quelli dell'amministrazione del Quirinale in particolare.

Devo innanzitutto ricordare che fin dall'inizio del suo mandato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha a più riprese e in varie occasioni posto all'attenzione delle forze politiche e delle istituzioni la necessità di ridurre i costi complessivi dell'attività' politica e degli apparati pubblici, dilatatisi nel tempo in misura non più compatibile con il quadro economico e finanziario complessivo.

Riduzione dei costi - ha altresì avuto cura di precisare il Capo dello Stato - da perseguire soprattutto attraverso interventi di razionalizzazione e riassetto delle strutture, al di fuori di logiche di indiscriminata negazione dell'importanza delle funzioni pubbliche e della partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale, ai sensi dell'articolo 49 della Costituzione.

Il Capo dello Stato non si e' per altro limitato a questi interventi di moral suasion - rimasti comunque non privi di riscontro e di seguiti nel dibattito politico e anche in alcuni primi interventi a livello legislativo - ma ha coerentemente ritenuto necessario dare impulso e precisi indirizzi per una riorganizzazione e razionalizzazione anche dell'amministrazione da lui direttamente dipendente, al fine di contenerne i costi senza mortificarne l'efficacia.

La Segreteria generale della Presidenza della Repubblica si e' fin dall'inizio impegnata per dare attuazione alle direttive del Presidente: gli obiettivi delineati sulla base del piano di riforme predisposto in tempi brevi da due apposite Commissioni di studio, le decisioni assunte e i risultati già ottenuti sono puntualmente e chiaramente descritti nelle note che si allegano per opportuna conoscenze che sono agevolmente reperibili sul sito del Quirinale.

La prima fondamentale innovazione e' stata, infatti, quella di rendere pubblici - per la prima volta in 60 anni di storia della Repubblica - i dati essenziali del bilancio della Presidenza della Repubblica, con riferimento sia ai principali aggregati di spesa sia alla consistenza organica delle varie categorie di personale.

In questa sede e' perciò sufficiente riassumere i risultati essenziali fin qui conseguiti, con l'avvertenza che essi si iscrivono in un processo da inevitabile gradualità e non esauriscono pertanto il disegno riformatore complessivo.

Le richieste di stanziamento a carico del bilancio sello Stato da parte del Segretario Generale nel corso dei primi due anni del settennato (relative ai bilanci di previsione per il 2007 e il 2008) sono sempre state mantenute al di sotto delle previsioni dei corrispondenti bilanci pluriennali, con una diminuzione, rispettivamente, di 1.000.000 di euro per il 2007 e di 3 milioni e 500.000 euro per il 2008 . In particolare, l'incremento della dotazione di bilancio per il 2008 rispetto al 2007 e' stato contenuto nei limiti del tasso di inflazione programmata (1.7 per cento, tra l'altro inferiore all'attuale tasso tendenziale) e si e' accompagnato, per la prima volta, ad una riduzione anche in valore assoluto della previsione di spesa rispetto all'esercizio precedente, pari a 800.000 euro.

Si tratta di risultati non irrilevanti - e che non meritano irrisioni e ingiustificate sottovalutazioni - perché costituiscono una significativa inversione di tendenza in un bilancio estremamente rigido, che per il 90 per cento e' costituito dalla spesa per il personale, compresa quella pensionistica.

Il contenimento prima e la riduzione ora della spesa complessiva - in valore assoluto e non solo al netto dell'inflazione nonché in percentuale sul complesso della spesa pubblica - e' frutto di molteplici misure di razionalizzazione, in parte già attuate e in parte in via di attuazione, sia nell'area dei costi per il personale sia in quella dei costi per beni e servizi, tutte riportate nelle note, pubblicate sul sito del Quirinale, con le quali si e' dato e si continua a dare periodicamente conto degli andamenti della gestione: si ricordano in particolare il blocco del turn over , con conseguente progressiva riduzione del personale che a vario titolo presta servizio presso il Quirinale (già 177 unità in meno rispetto alla data del 31 Dicembre 2006, e non solo Carabinieri e Corazzieri, come inesattamente riportato da alcuni organi di stampa); la cessazione - disposta con decreto presidenziale 30 giugno 2007 - del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, che garantisce piena autonomia all'organo costituzionale Presidenza della Repubblica, ristabilendo le premesse di una effettiva contrattazione del complessivo stato giuridico ed economico del personale, in coerenza con le compatibilità finanziarie fissate dalla Presidenza; revisione in senso restrittivo della disciplina in materia di indennità di funzione, incarichi particolari e lavoro straordinario (disposta con decreti presidenziale del 30 giugno e 31 dicembre 2007).

Quanto, infine, ai confronti con il bilancio di Buckingham Palace, si continua a non tenere conto delle diversità contabili (non tutte le spese relative alla gestione della Casa reale sono ricomprese nella Civil List a carico del bilancio statale, a cominciare da quelle relative alla spesa per le pensioni del personale) e delle differenze di ordine funzionale tra le due istituzioni, di cui pure si e' dato conto nella nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2008, con l'ovvia sinteticità imposta da ragioni di correttezza e cortesia nei rapporti con istituzioni di altri paesi.

Infatti la comparazione tra istituzioni di ordinamenti giuridici diversi, per essere corretta e significativa, presuppone l'assoluta omogeneità di dati che si mettono a confronto. Emblematica al riguardo e' la vicenda relativa al confronto con il bilancio dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica francese, impostato inizialmente su dati che la stessa Assemblea nazionale ha provveduto a modificare con la loi de finances (LOLF) per il 2008, adottando nuovi criteri di imputazione di spese che in precedenza erano poste a carico di diverse amministrazioni statali. In base ai dati aggiornati la spesa complessiva dell'amministrazione dell'Eliseo e' così salita da 32,2 a 100,8 milioni di euro e la consistenza del personale a 1.045 unità. Rimane peraltro ancora da chiarire se analoghi criteri per imputazione delle spese saranno adottati per la gestione delle altre residenze a disposizione della Presidenza francese; deve infine rilevarsi che le pensioni già maturate da parte del personale, le cui retribuzioni erano precedentemente a carico di altre amministrazioni o enti, restano a carico di gestioni previdenziali estranee al bilancio dell'amministrazione dell'Eliseo.

Se si valuta con obiettività il complesso dei dati sottoposti alla vostra attenzione, sono certo che - al di là di pur comprensibili scetticismi, alimentati da una pubblicistica non sempre attenta a dare ai cittadini una informazione completa e aggiornata - sulla sottovalutazione, spesso acritica e pregiudiziale, potranno prevalere attenzione e apprezzamento per lo sforzo in atto, serio e difficile, di contenimento delle spese e riequilibrio dei conti, sforzo che - mi permetto di sottolineare - non può non tenere conto della necessità di operare nel rispetto delle garanzie poste a tutela di dipendenti pubblici che fanno responsabilmente il proprio dovere e della esigenza di assicurare una adeguata e qualificata attività di supporto ad una fondamentale istituzione di garanzia quale e' la Presidenza della Repubblica, come configurata dalla nostra Costituzione.

Cordialmente.

Il Segretario Generale Presidenza della Repubblica Donato Marra